L’ARTE SIA CULTURA E NARRAZIONE DEL PRESENTE

L’Italia e il mondo del 2019 non esistono più. La nuova normalità, di cui persino le pubblicità parlano ogni giorno, è regolata da imposizioni e dispotismi avallati dall’intolleranza figlia della discultura e dell’ignoranza sull’essere umano. Mai come oggi, urge il bisogno di cultura, laddove l’arte ne è l’esercito più potente, per abbattere il tentativo manifesto di riproporre regole e norme di un fascismo che era meglio lasciare nel dimenticatoio, ma che unito a un’influenza spacciata per peste si è rigenerato nel covidiotismo.

VOGLIONO LACRIME E SANGUE?

Mentre in Italia la propaganda non dice che i “contagiati” sono tra i 3 e i 6 milioni, ma preferisce contarne qualche migliaio al giorno, così fa più effetto per chi non ha capacità di analisi, nel mondo si muore a milioni. Sostengono vi sia una pandemia. Vediamo se è vero usando i numeri.

VIVIAMO UN ESPERIMENTO SOCIALE

La razionalità, come la serietà, imporrebbe di accomodare intorno a un tavolo esperti dei diversi schieramenti, visto che il mondo scientifico è diviso tra chi parla di peste e chi di influenza. I dati sembrerebbero dare ragione a questi ultimi, ma non si prendono più in considerazione i pareri scientifici se non di quelli che confermano le paure dei governi, con buona pace di chi fa notare che, spesso, si tratta di luminari con interessi in aziende farmaceutiche o nella produzione di vaccini. Con Berlusconi al governo, si gridava al conflitto di interessi per molto meno.

L’ARTE DI DOMANI

Non appena sarà superata questa crisi politica definita sanitaria, saremo catapultati in un mondo in cui la depressione successiva al 1929 sarà la realtà. Un mondo di carestie, disoccupazione, ma anche di speranze e voglia di riprendere a vivere. I veri artisti racconteranno i prossimi anni, sviscerandone sogni, aspettative e drammi. Entrando nella storia dell’arte.

IL RUOLO DELL’ARTE DURANTE I DISPOTISMI

I dispotismi che videro la luce agli albori del secolo scorso poterono contare tutti sulla paura generata dalla grande guerra. Politiche e uomini forti furono alimentati attraverso la paura. Le masse venivano bombardate da grandi operazioni pubblicitarie, parate e manifestazioni militari organizzate dai migliori scenografi e sceneggiatori dell’epoca.

OSCAR KOKOSCHKA

OSKAR KOKOSCHKA, ARTISTA DELL’INCONSCIO E DELLE TRIBOLAZIONI, HA ATTRAVERSATO IL NOVECENTO, ATTENTO A COGLIERE E A RACCONTARE GLI UOMINI NEL SUO TEMPO, PIÙ CHE SE STESSO. POICHÉ, COME ERA SOLITO DIRE, “SOLTANTO I DILETTANTI DIPINGONO I PROPRI TORMENTI, CHE NON INTERESSANO A NESSUNO”.