LA CULTURA NON È UN ACCESSORIO

L’Italia è la nazione che detiene la percentuale più elevata di patrimonio culturale al mondo. Ma siamo abituati a dimenticarlo e, in queste ultime settimane, la tendenza è quella di sminuire l’intero settore, definendolo non indispensabile. Ma cosa resta del Bel Paese senza la cultura? E perché non si parla dei tagli criminali di Monti e del PD?

IDIOZIA, POLITICA DEL CAMBIAMENTO

Quando non si vuole ammettere l’evidenza, o non si hanno le competenze culturali e critiche per vedere, si preferisce credere a Babbo Natale e vivere nel proprio mondo, all’interno dello spazio tra il divano e la televisione. Si preferisce, insomma, ciò che Platone analizza nel Mito della Caverna.

PANDEMIA DI FAKE NEWS

Tra confronti inopportuni con i mesi di marzo e aprile, oltraggio alla matematica, dati falsi, asintomatici spacciati per moribondi e morti lo scorso anno risultati positivi a settembre 2020, continua il racconto della più grande pagliacciata mediatica mai andata in onda in mondovisione.

L’ARTE SIA CULTURA E NARRAZIONE DEL PRESENTE

L’Italia e il mondo del 2019 non esistono più. La nuova normalità, di cui persino le pubblicità parlano ogni giorno, è regolata da imposizioni e dispotismi avallati dall’intolleranza figlia della discultura e dell’ignoranza sull’essere umano. Mai come oggi, urge il bisogno di cultura, laddove l’arte ne è l’esercito più potente, per abbattere il tentativo manifesto di riproporre regole e norme di un fascismo che era meglio lasciare nel dimenticatoio, ma che unito a un’influenza spacciata per peste si è rigenerato nel covidiotismo.

VOGLIONO LACRIME E SANGUE?

Mentre in Italia la propaganda non dice che i “contagiati” sono tra i 3 e i 6 milioni, ma preferisce contarne qualche migliaio al giorno, così fa più effetto per chi non ha capacità di analisi, nel mondo si muore a milioni. Sostengono vi sia una pandemia. Vediamo se è vero usando i numeri.