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PERCHé VACCINARSI?

Perché vaccinarsi?

Con la sperimentazione sulle cavie umane del vaccino, è iniziata anche la caccia alle streghe contro i professionisti del campo medico che rifiutano di vaccinarsi.

di Pasquale Di Matteo

Sono circa un centinaio i medici apertamente contrari al vaccino. Quelli che hanno espresso dissenso nei convegni, in libri e sui social.

(Guarda il video cliccando qui)

Oltre un migliaio, invece, quelli che avrebbero dichiarato di non volersi vaccinare.

Sono molti di più, infine, quelli che ogni anno rifiutano i vari vaccini contro influenze e polmoniti. Una percentuale altissima.

Senza dimenticare il fatto che tantissimi non si esprimono liberamente poiché significherebbe rischiare la radiazione dall’ordine dei medici.

Un po’ come dire: “Sei libero di dichiarare ciò che vuoi, ma se dissenti, ti distruggo la carriera.”

E per questi coraggiosi che dissentono comunque, o che non intendono vaccinarsi, qualcuno vorrebbe l’obbligo imposto per legge, altri ne invocano la radiazione immediata.

Probabilmente, gli stessi che dai balconi chiedevano droni e pallottole contro i runners.

Eppure, in uno Stato di Diritto, in una nazione in cui tutto funzioni secondo la logica e il buonsenso, e con un occhio di riguardo per la democrazia, si dovrebbero tenere in considerazione le tesi di tutti.

Soprattutto perché, nel caso specifico, a dissentire dal pensiero ripetuto come un mantra da mesi non sono orde di ignoranti da bar dello sport, i soliti tifosi della nazionale che sanno tutto di calcio, ma che non hanno mai giocato se non all’oratorio.

In questo caso, a parlare sono esperti della materia. È come se, riprendendo a esempio i gioco del calcio, stessero dicendo la loro esperti del calibro di Mancini, Spalletti e Pirlo.

Si tratta di persone che non hanno appreso l’esistenza dell’acido ribonucleico dalla televisione in questi mesi, ma lo hanno studiato sui tomi universitari. Sono professionisti della materia di cui parlano, che non chiamano gli eritrociti e i leucociti globuli rossi e bianchi, come fanno, invece, molti giornalisti che li criticano.

E spesso si tratta di docenti delle varie facoltà di medicina dei nostri atenei.

Io vorrei capire perché tra gli esperti non ci siano soltanto una o due mosche bianche, (che pure accenderebbero il dubbio tra gli intelligenti), ma centinaia, nonostante le minacce di radiazione dall’albo. Quanti sarebbero a dissentire se potessero parlare liberamente, senza rischiare la carriera?

Perché, quindi, non ascoltare le loro tesi, visto che conoscono la materia meglio di un qualunque Formigli, Lucarelli, Scanzi, Conte, Speranza o Di Maio?

Dove sono la democrazia e la serietà in questo Paese? Dove il buonsenso?

Capisco che in una nazione in cui si passa più tempo davanti alla tv che con un libro in mano, sia più facile affidarsi a chi spunta in ogni talk show, senza avere lo spirito critico per valutarne le tesi, ma vorrà pur dire qualcosa aver studiato? Oppure no?

O di medicina ne sanno più Selvaggia Lucarelli e Marco Travaglio di un medico laureato con anni di professione alle spalle? E che magari insegna in università?!

Vi fareste somministrare medicine da un giornalista? Vi fareste operare al cuore da un Speranza o da Conte?

E, in caso di una malattia grave, non chiedereste il parere di un altro medico?

Fareste riparare la caldaia da un panettiere o da un idraulico?

Io sceglierei sempre l’esperto in ogni campo. E per lo stesso motivo, da cittadino, gradirei che fossero messi intorno a un tavolo gli esperti a favore del vaccino e quelli contrari, per dare luogo a un confronto.

Ma senza alcun rischio di radiazione, per rendere il dibattito serio e credibile.

Questo mi aspetterei in un Paese normale e democratico. Questo mi aspetterei dai giornalisti che dovrebbero essere i fautori dell’informazione.

Invece, mi sembra che si vada avanti secondo il flusso del sentire comune, uniformandosi alle folate di vento e alla massa, tenendo in considerazione la tessera di partito nel portafogli o il tifo personale.

Senza ricordare che non sono mai le masse a guidare il pastore e non sono mai le masse a ottenere punteggi da genio ai test d’intelligenza.

In un Paese maturo, si spingerebbe per capire il perché del dissenso da parte di chi la materia l’ha studiata e ne ha fatto una professione.

Ma a chi interessa comprendere in uno Stato in cui pensare e porsi domande è considerato fuori moda? Persino blasfemia?

Perché non vaccinarsi, dunque?

Mi piacerebbe capirlo dagli esperti. Ma i media e il governo, non esperti in materia, decidono arbitrariamente quali siano gli esperti degni di essere ascoltati e quali no.

Immaginate se un domani dovesse arrivare un potere costituito che, adottando gli stessi criteri di oggi, decidesse che i favorevoli al vaccino sono dei poveri idioti da silenziare…?

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Pasquale Di Matteo: scrittore, critico d'arte, opinionista.

Scrittore, critico d'Arte, Curatore di eventi d'Arte Contemporanea, opinionista. Scrive di Arte, di Attualità e di Musica su testate online. Collabora con diversi curatori e gallerie in tutta Italia. È il critico rappresentante dell'organizzazione artistica giapponese Reijinsha.

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