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FALSE CREDENZE SUL NATALE

False credenze sul Natale

Gesù è davvero nato l’anno zero? I re magi erano tre? E Babbo Natale indossava una veste rossa? Ci sono situazioni legate alle festività natalizie, credenze false tramandate di anno in anno, tanto da essere considerate storicamente certe, ma che con la storia non hanno nulla a che vedere.

di Pasquale Di Matteo

Ci sono situazioni legate alle festività natalizie, credenze false tramandate di anno in anno, tanto da essere considerate storicamente certe, ma che con la storia non hanno nulla a che vedere.

Il Natale è senza dubbio il periodo dell’anno più magico e affascinante: sarà per il freddo dei primi giorni d’inverno, quelli con i cieli azzurri più intensi o con la neve a dipingere di bianco il paesaggio, o per la possibilità di staccare dal lavoro qualche giorno, ma ci si sente tutti più sereni quasi inspiegabilmente.

Puoi vedere anche il video relativo a questo articolo, cliccando qui.

Il 25 dicembre si festeggia la nascita di Gesù, arriva Babbo Natale, ovviamente vestito di rosso, e, con l’Epifania, si ricorda l’arrivo dei tre re magi.

Ma quanto è storicamente vero e quanto, invece, frutto di false credenze?

Innanzitutto, va precisato che testi laici che confermino in maniera incontrovertibile l’esistenza di Gesù, con riferimenti espliciti alla sua figura, non esistono. Pare si trovino solo flebili accenni in alcuni testi di origine romana, ebraica e greca, inoltre Giuseppe Flavio, lo storico più importante dell’epoca di Gesù, non ne fa alcuna menzione esplicita.

Tuttavia, prendendo per storicamente vera la nascita del figlio di Dio, essa non può essere avvenuta nell’anno 0 e neppure nell’anno 1.

Nel Vangelo di Matteo, si narra che i Magi giunsero alla grotta seguendo una stella e il principale evento astronomico del periodo fu la congiunzione eccezionale dei pianeti Giove e Saturno, datata 7 a. C.

È necessario altresì aggiungere che il re Erode, responsabile della strage degli innocenti, narrata solo dai Vangeli, morì nel 4 a. C.

Quindi, se Gesù fosse davvero nato, sarebbe nato intorno al 7/6 a. C.

E i tre re magi? Storia o false credenze?

Ebbene, questi ultimi non erano tre e non erano neppure re.

Innanzitutto, va precisato che l’episodio dell’arrivo dei Magi è narrato nel solo Vangelo canonico di Matteo, dove non si fa mai alcun accenno al fatto che essi fossero dei re.

Probabilmente, i magi (o maghi) erano sacerdoti del profeta Zoroastro, che studiavano le stelle e interpretavano i sogni.

E Matteo non scrisse nemmeno quanti fossero, ma semplicemente “alcuni Magi giunsero da oriente…” (Matteo, 2:1).

Infatti, fu solo dal VI secolo che si decise che fossero tre e si diede loro dei nomi, che, nella tradizione occidentale sono: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre.

Ma Babbo Natale, almeno lui è vestito di rosso? O anch’egli rientra nelle false credenze sul Natale?

Ebbene, no!

Non inizialmente, almeno.

Prima del 1930, Babbo Natale veniva raffigurato come un Elfo o uno gnomo vestito di blu, di verde e, sporadicamente, con indosso una veste marrone, quest’ultima versione disegnata nel 1862 dal vignettista Thomas Nast.

Solo nel 1931, la Coca-Cola ne consacrò la versione vestita di rosso che è giunta fino ai nostri giorni.

Sì perché, il Babbo Natale rosso fu testimonial della famosa bevanda, per l’occasione creato dal disegnatore americano Haddon Sundblom, che prese ispirazione dall’inusuale descrizione di Babbo Natale presente nel poema “The nigth before Christmas” di Clement C. Moore, del 1823.

Perciò, il periodo delle Feste natalizie è sicuramente il più ricco di fascino e di magia dell’anno, quasi un momento fantasy e, come in tutti i racconti sul tema, finzione, realtà, suggestioni e invenzioni si fondono a formare false credenze sul Natale, ripetute e vissute ogni anno, fino a riconoscerle come vere.

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Pasquale Di Matteo: scrittore, critico d'arte, opinionista.

Scrittore, critico d'Arte, Curatore di eventi d'Arte Contemporanea, opinionista. Scrive di Arte, di Attualità e di Musica su testate online. Collabora con diversi curatori e gallerie in tutta Italia. È il critico rappresentante dell'organizzazione artistica giapponese Reijinsha.

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