UN NATALE ORWELLIANO

UN NATALE ORWELLIANO

In arrivo le regole per il Natale. Tra metà novembre e metà dicembre giustificheranno un lockdown nazionale con la scusa delle festività natalizie, che forse verranno trascorse in libertà. Ma stanno già studiando le limitazioni. E chi ha letto 1984 di George Orwell le conosce già.

di Pasquale Di Matteo

La sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, a La Stampa: “valutiamo un provvedimento che riguarderà il Natale”.

Ora il Partito Orwelliano vi dirà chi potrete incontrare, quando e dove.

Scordatevi di fare gli auguri ai nonni, di circondarvi di amici e parenti intorno a un tavolo, per pranzare e cenare in compagnia fino a scoppiare.

Il che ha anche i suoi lati positivi: non ingrasserete e non dovrete trovare le solite quanto inutili scuse per i chili accumulati, né sarete costretti alle promesse di fine anno, quelle che quasi nessuno mantiene. E nemmeno vi infurierete con gli specchi.

Altro aspetto positivo, potrebbe essere quello di non vedervi costretti ad ascoltare le idiozie del parente che proprio non sopportate, né di quelli che scambiano Hess con Hesse.

Nessun sorriso forzato, nessun rischio di litigi.

Tuttavia, ve lo immaginate davvero un Natale così?

Senza affetti, senza abbracci, senza che un bambino possa godere del calore dei nonni?

Certo, c’è il virus. Benvenuti sul pianeta Terra. Dove vivono miliardi di patogeni potenzialmente mortali. Dove ogni anno ne nascono di nuovi.

Tutti gli uomini sono venuti al mondo con un’unica certezza: prima o poi moriranno.

Ciò, ovviamente, non significa gettarsi dal quarto piano o affrontare una curva a duecento chilometri orari, e nemmeno starnutire in faccia al primo che passa. Ma se per paura della morte dovessimo rinunciare a vivere, ci sarebbe da chiedersi: cosa facciamo al mondo?

Perché se ancora in tanti hanno dubbi dopo Briatore, Berlusconi, Trump, Bolsonaro, Porro, Zingaretti, Rossi, Pellegrini, il Principe Carlo, Lorenzin, Carlo Conti… La lista è lunga…

Se dopo che tutti i personaggi noti ammalatesi sono guariti, ancora si teme la peste, allora c’è davvero bisogno di una cura. Ma non a un virus. Una cura psichiatrica.

Se dopo che la propaganda è stata umiliata da un tribunale spagnolo, quando ha tentato di far passare la morte di Lucia Bosé per il virus, deceduta invece per le polmoniti di cui soffriva da anni… Se dopo che la propaganda ha tentato di etichettare per il virus la morte di Stefano D’Orazio, da mesi alle prese con la leucemia…

Se dopo che ormai è chiaro anche ai bambini delle elementari che almeno il 20% della popolazione ha contratto il virus, non avete ancora compreso che è facile trovare il 20% di positivi anche tra gli oltre 2500 morti giornaliere del periodo, il problema è grave. (ISTAT: in Italia muoiono 1780 persone al giorno in media. Picchi di 3000 tra novembre e febbraio).

Se ancora non avete compreso che l’Economia di un Paese viene prima di ogni altra cosa, perché senza soldi non si può garantire la salute a nessuno, e nemmeno pensioni e sussidi, allora il problema è grave.

Se non vi allarmate per i 110 miliardi di danno causati dalle cancellazioni dei soli mercatini del Natale in Italia, e nemmeno comprendete la proporzione del disastro per il crollo del PIL e il rischio di una guerra civile dietro l’angolo, il vostro è un caso patologico dal decorso segnato.

Il “Partito” e la “polizia del pensiero”, come le descriveva George Orwell, hanno preso il sopravvento. Siete senza speranza. E visto che ogni provvedimento preso finora e ogni comportamento dei media e di una parte della società sembrano provenire da 1984 dello stesso Orwell…

Però, a quel punto, qualche regola sul Natale non dovrebbe dispiacervi. Anzi…

Non dovreste pretendere di essere invitati dal fratello, dal cognato o dallo zio. Sono tutti possibili veicoli di contagio.

Dovreste rinchiudervi in casa, barricare porte e finestre e sigillare ogni intercapedine.

Se siete fumatori, potreste riempire la dispensa per la Vigilia e per il Natale. Una sigaretta dopo l’altra. Perché degli oltre quattro milioni di morti causati dal fumo nel mondo (quattro volte i presunti morti per il virus) non interessa a nessuno. La salute non viene prima di tutto in questo caso.

Non sia mai che si vietino lauti guadagni per le casse degli Stati…

E non c’è nessun cretino pronto a chiederti di rinunciare alle cure, che poi incidono sulle tasche di tutti e occupano posti in ospedale, perché vuoi essere libero di avvelenarti e di prenderti un cancro o una delle tante patologie mortali provocate dal fumo.

Ecco, in un Paese normale, non ci sarebbe necessità di regole per il Natale.

Gli stupidi potrebbero sigillarsi in casa da soli. Smettere di vivere. Andare in letargo fino alla prossima primavera. Anche smettere di respirare per non inalare potenziali patogeni.

Chissà, potrebbero essere gli unici ancora in vita per allora.

O, magari, dei “non morti” a cui manca solo la data del decesso.

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