PANDEMIA DI FAKE NEWS

PANDEMIA DI FAKE NEWS

Tra confronti inopportuni con i mesi di marzo e aprile, oltraggio alla matematica, dati falsi, asintomatici spacciati per moribondi e morti lo scorso anno risultati positivi a settembre 2020, continua il racconto della più grande pagliacciata mediatica mai andata in onda in mondovisione.

di Pasquale Di Matteo

“Io dico solo una cosa: se questo è il modo in cui il Ministero riferisce ogni giorno i numeri sui tamponi eseguiti, siamo messi bene. Che attendibilità possono avere quei numeri se dentro hanno inserito anche quello di mio figlio morto 18 mesi fa? Immagino, inoltre, che lo Stato abbia pagato per quell’esame, per cui mi viene pure da pensare che qualcuno lucri sui tamponi falsi come questo”.

Queste sono le parole di Lorenzo Vieri, papà di Guglielmo, bimbo morto diciotto mesi fa per gravi patologie.

Il 9 ottobre 2020, come certifica il documento pubblicato dal sito La Nazione – Prato, (clicca qui) l’uomo si è visto recapitare a casa una busta dell’Asl Toscana Centro, presidio ospedaliero di Prato, con al suo interno il referto dell’esito del tampone rinofaringeo per il virus Sars-Cov-2 fatto al neonato con tanto di numero di richiesta e identificativo del paziente.

Nel documento, si faceva specifico riferimento al piccolo Guglelmo, nato il 10 febbraio 2019 all’ospedale di Careggi di Firenze e morto il 22 marzo 2019, dopo un travaglio in terapia intensiva all’ospedale pediatrico Meyer. Ed era indicato anche il codice fiscale corretto. Lo stesso documento affermava che il bimbo avrebbe eseguito il tampone il 29 settembre 2020, alle 14,04.

Lascia sgomenti, vero?

È logico. Lo sgomento dovrebbe essere quello di una nazione intera, per le Fake news che ogni giorno vengono alimentate dai media.

Dati paragonati a marzo, ma con un numero di tamponi esponenzialmente superiore. Uno schiaffo a ogni legge statistica.

Grandi esperti le cui parole vengono prese per oro colato, sebbene non siano esperti. Il virologo Crisanti, infatti, non è un virologo, bensì un esperto di zanzare. (Clicca qui)

Persone sane perché positive a tamponi che diversi studi nel mondo definiscono inattendibili al 95%.

Positivi a cui viene impedito di lavorare e di incontrare amici e parenti perché sono nelle stesse condizioni di Cristiano Ronaldo.

Cristiano Ronaldo fotografato da Sport Mediaset durante la quarantena per la sua positività

Oltre un milione di morti nel mondo, ma puntualmente, appena si ammala un personaggio noto, guarisce: Berlusconi, Porro, Zingaretti, Trump, Briatore, Johnson, il Principe Carlo… La lista è lunga. Ora potrebbero venire a mancare Valentino Rossi e Federica Pellegrini, ai quali va il mio augurio di pronta guarigione. Anche se sono certo che faranno la stessa fine dei personaggi noti di cui sopra.

E i morti di malattia infettive nel mondo sono più di dieci milioni da gennaio. Soltanto un decimo per Covid. (Ma sono conteggiati anche decessi dovuti a incidenti e altre patologie, ma con tampone positivo o sospetto al triage).

Situazione nel mondo alle 10:00 del 19 ottobre 2020 (Fonte Worldometer).

10.397.793: Morti per malattie infettive quest’anno.

6.088.115: Bambini fino a 5 anni morti.

42.186.368: Persone infette da HIV/AIDS.

1.346.458: Morti causate da HIV/AIDS. 

6.578.195: Morti per cancro.

785.645: Morti di malaria.

4.004.032: Morti causate dal fumo.

2.003.279: Morti causate da alcool.

E a differenza delle Pesti e della Spagnola, che decimarono la popolazione mondiale (Spagnola: 50 milioni di morti dirette e oltre 100 milioni indirette su una popolazione mondiale di 2 miliardi), da gennaio al mondo ci sono oltre sessanta milioni di abitanti in più. E siamo prossimi a raggiungere gli otto miliardi: 7.819.535.988, alle 10:00 del 19 ottobre 2020.

Intanto, come dimostrato dallo studio di Roberto Rigoli, direttore del centro di Microbiologia di Treviso, i tamponi di oggi identificano finti positivi.

(per approfondimenti, clicca qui).

Il Prof. Rigoli dice: “Le persone positive ma con carica virale molto bassa dovrebbero essere considerate negative. Auspichiamo che il ministero della Salute e l’Istituto superiore di sanità prendano posizione quanto prima, indicando una soglia sotto la quale inserire le persone tra i negativi, senza più bisogno di far scattare isolamenti, quarantene di 14 giorni e tamponi per tutti i contatti stretti”.

Lo studio dimostra che, senza potenziare i tamponi anche di trentacinque volte, come si fa oggi, con le stesse tecniche diagnostiche di marzo e aprile non scopriremmo più positivi. Cosa che dimostra la tesi di chi afferma che il virus sia clinicamente morto. Non a caso, a essere conteggiati come morti per il famoso virus sono decessi causati per lo più da altre patologie ma in degenti che presentavano positività al tampone in fase di ricovero.

Ma è solo una situazione di oggi? A marzo e aprile si moriva per colpa del virus?

No. Lo ha dimostrato nei fatti, e non a chiacchiere, Riccardo Munda, medico di medicina di base che a Nembro, uno dei Comuni della Bergamasca più colpiti dalle morti, ha salvato tutti i suoi pazienti. Tutti tranne uno, che scelse di correre al Pronto Soccorso anziché telefonargli.

Usava forse un farmaco miracoloso?

No. Semplicemente, si è rifiutato di seguire il protocollo del Ministero della Salute, che invitava a non visitare in presenza i pazienti, ma attraverso un tablet. Lui, invece, andava a casa loro, li curava, spesso portando un respiratore. Li ha salvati tutti. (Per info, clicca qui).

“Il problema delle morti è legato alla mancanza di medici”, dice il dottore.

E qui arriviamo al vero problema. I tagli. Chi affermava che Monti, Renzi, Gentiloni, ma anche Conte, avessero ragione nel contrarre sempre più le spese per il settore sanitario, con lo slogan “Ce lo chiede l’Europa” ha migliaia di morti sulla coscienza. Negli anni si sono tagliati migliaia di medici e infermieri, Centinaia di ospedali sono stati chiusi, con il risultato che a febbraio avevamo un numero inferiore di posti in Terapia intensiva anche del 70% rispetto agli altri grandi Paesi europei.

E questo è un fatto. Non opinione.

Infine, come ben esposto da Bruno Vespa a “Porta a Porta”, esiste il problema dei positivi conteggiati per più giorni. Chi risulta positivo il lunedì, infatti, il martedì effettua un tampone di conferma. Se è ancora positivo, viene conteggiato tra i positivi del martedì. Ma era sempre uno di quelli del lunedì.

Capito il giochino?

Nel frattempo, mancano i soldi. Ed ecco il vero motivo dell’emergenza sanitaria. Non ci sono più fondi per le strutture ospedaliere. Tant’è vero che all’ospedale di Crema sono sempre di più i pazienti che lamentano di vedersi servire una sola pietanza per pasto. “Dicono che è a causa del virus.” Mah…! Con nove gradi all’aperto, la settimana scorsa servivano ai degenti del riso freddo. Fa riflettere, vero?

Compreso perché preoccupa la saturazione negli ospedali?

Verrebbe da chiedersi perché ricoverino centinaia di asintomatici per fare numero, ma… Forse ho appena dato la risposta?

(Per info, clicca qui)

Ma ora si saturano le terapie intensive. Come ogni anno per le polmoniti e per le influenze. L’ISTAT certifica 14.000 morti medi all’anno per polmonite e 10.000 per influenza e sue complicazioni (400 e fino a 10.000). Sono 41 morti al giorno per polmonite (con picchi di oltre 100 tra ottobre e marzo) e 33 al giorno per influenze e sue complicazioni (anche 100 tra ottobre e marzo). Fa più effetto il dato giornaliero, vero?!

Perciò, aprite gli occhi, usate il cervello e ponetevi domande. Come sosteneva Socrate, il dubbio è intelligenza.

“Ma allora, perché in tutto il mondo?”

Innanzitutto, non è in tutto il mondo. Ci sono anche il Giappone, la svizzera, la Svezia…

Inoltre, come pensate che avrebbero mai potuto far approvare lacrime e sangue ai Paesi mediterranei senza la paura? Quando l’emergenza sarà dichiarata finita, sarà il popolo a chiedere il Mes, per esempio. E quando qualcuno solleverà lamentele per il taglio degli stipendi, delle pensioni, dei servizi e per l’aumento delle tasse, i più saranno pronti a rispondere: “Meglio lacrime e sangue che la morte. Poverini, cosa potevano fare? C’era il virus!”

Inoltre, in tutto il mondo i politici seguono l’opinione pubblica. Non vogliono certo perdere voti. Ora la massa chiede le chiusure. Sono pronto a scommettere che quando saranno in troppi a protestare, la politica cambierà registro. E tutti saliranno sul carro di quelli che gridavano da marzo: “Questi al governo sono pazzi!”. Del resto, esisteva qualche fascista caduto Mussolini? E qualche nazista finita l’era hitleriana?

Infine, ci sono gli accordi presi con le società di Bill Gates. Milioni di dollari già impegnati. E i contratti con le industrie di casa propria per la produzione di mascherine. Non si può certo contare su un appoggio politico futuro, se ora dovessero tagliare le gambe a questi possibili finanziatori, no?

O credete davvero alla favoletta dell’avvocato del popolo?

Perciò, spegnete la televisione. Meglio leggere più quotidiani e recarsi in libreria. Socrate e Chomsky, per cominciare ad acquisire le competenze per non accettare ogni notizia acriticamente.

E leggete George Orwell. Quasi un secolo fa, raccontava già il nostro presente.

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