VIVIAMO UN ESPERIMENTO SOCIALE

VIVIAMO UN ESPERIMENTO SOCIALE

Stiamo vivendo un esperimento sociale. Ogni giorno, proviamo sulla nostra pelle le stesse paure e i medesimi orrori che portarono al dilagare del nazismo e del fascismo in Europa. Perché ogni dittatura nasce proclamando l’intenzione di fare il bene del popolo.

di Pasquale Di Matteo

Come affermato da Chomsky, “non è importante ricordare che Hitler sterminò almeno sei milioni di Ebrei, ma è fondamentale comprendere le ragioni per cui milioni di Tedeschi, e non solo, lo appoggiassero.” Per quale motivo la maggioranza della popolazione del Reich era pronta a denunciare i Comunisti, le forze “nemiche della patria”, chi nascondeva Ebrei…

In Italia, molti uomini di cultura furono cacciati dagli incarichi che ricoprivano per essersi rifiutati di iscriversi al Partito fascista. Chi metteva in discussione la verità del governo era un nemico del popolo.

Chi sosteneva tesi contrarie a Mussolini e Hitler era un criminale: sbeffeggiato, perseguitato, arrestato, spesso ucciso.

Ma da dove nasce l’origine del male, la volontà della massa di seguire la pazzia di leggi repressive? La dittatura?

Dalla paura. La paura è l’elemento fondamentale di qualsivoglia dispotismo della storia. Tutte le dittature moderne si caratterizzano per aver raggiunto il potere propagandando una paura e una soluzione.

Per il nazismo, gli Ebrei erano il motivo della miseria del popolo tedesco. Hitler mostrò la soluzione. I Tedeschi lo seguirono. La creazione di una terra tutta per loro a Est…

Chiunque si permettesse di raccontare quanto accadeva davvero agli Ebrei, veniva deriso, umiliato, arrestato o eliminato.

Soltanto dopo lo scoppio della Guerra, dopo le prime sconfitte, i Tedeschi compresero che cosa fosse Hitler. In Italia, Mussolini continuò ad avere seguaci ben oltre la liberazione del Meridione.

La classe borghese, d’altronde, doveva alle dittature la cancellazione dei Comunisti e delle rivolte nelle fabbriche. Grazie a nazismo e fascismo poteva fare il bello e il cattivo tempo. Tant’è vero che persino la Casa reale britannica non era ostile al nazismo. Anzi. Rudolf Hess era diventato intimo amico del Duka di Kent, fratello di Re Giorgio VI. I rapporti tra le due famiglie s’infittirono fino al misterioso volo di Hess verso la Gran Bretagna, il 10 maggio 1941. (Per approfondire, clicca qui)

Oggi, anche chi durante le ore di storia e di filosofia dormiva, tutti proviamo ciò che si sarebbe dovuto capire tra i banchi di scuola, tra le letture personali di una vita. Come e perché nasce una dittatura.

Esiste un problema, sorge la paura, il governo ha la soluzione, la massa si stringe intorno al governo acriticamente. Chiunque dissente è un nemico e diventa parte integrante del problema e della paura.

C’è un virus pericoloso che potrebbe uccidere delle persone?

Sì, certo. Come ce ne sono tanti altri: influenza stagionale, polmoniti, patogeni che causano infezioni ospedaliere…

Eppure, dati alla mano, nel mondo sono di più i morti per HIV (ad oggi, 1.310.000), e i morti per malattie virali sono, all’11 ottobre 2020, 10.116.449.

Di Covid sarebbero morte più di un milione di persone nel mondo. (Il condizionale è d’obbligo poiché nel conteggio risultano Covid anche decessi dovuti ad altre patologie, ma con paziente che presentava tampone positivo o caso dubbio.).

Inoltre, si diffonde la paura, sbeffeggiando persino i guariti in pochissimi giorni, come Bolsonaro, Trump e Briatore.

Ma che tu sia un semplice analista del nostro tempo o un luminare nel campo della medicina, per la massa che segue il governo con la soluzione in mano resti il male. Diventi negazionista, cretino, quello che non comprende l’Italiano e chi più ne ha più ne metta.

La razionalità, come la serietà, imporrebbe di accomodare intorno a un tavolo esperti dei diversi schieramenti, visto che il mondo scientifico è diviso tra chi parla di peste e chi di influenza. I dati sembrerebbero dare ragione a questi ultimi, ma non si prendono più in considerazione i pareri scientifici se non di quelli che confermano le paure dei governi, con buona pace di chi fa notare che, spesso, si tratta di luminari con interessi in aziende farmaceutiche o nella produzione di vaccini. Con Berlusconi al governo, si gridava al conflitto di interessi per molto meno.

Perciò risultano ciarlatani: Giuseppe Remuzzi, il miglior virologo italiano nelle classifiche scientifiche internazionali; Giulio Tarro, che è stato allievo di Sabin e candidato al Nobel; Matteo Bassetti, Direttore Malattie Infettive al S.Martino di Genova; Alberto Zangrillo, stimato ricercatore scientifico, nonché primario di anestesia e rianimazione al S.Raffaele; Massimo Clementi, Professore di Virologia e Microbiologia all’Università S.Raffaele; Maria Rita Gismondo, Direttrice del laboratorio di Microbiologia del Sacco di Milano; Massimo Ciccozzi, Professore epidemiologo dell’Università Campus Bio-Medico Roma; Luc Montagnier, scopritore dell’HIV; Umberto Tirelli, Specialista in Oncologia, Ematologia e Malattie Infettive, Primario Oncologo e attuale Senior visiting scientist Istituto Nazionale Tumori di Aviano (PN); e tanti altri…

D’altronde, come sosteneva Carl Gustav Jung, chi ha conoscenze superiori è spesso solo. Parafrasando: l’intelligenza non è per tutti.

Viva la dittatura. Viva l’Italiano medio.

Un giorno si sveglierà, ne sono certo. Quando Conte e i suoi cadranno, perché prima o poi cadranno, sarà pronto a salire sul carro dei vincitori, gridando: “Finalmente.”

Così si sentirà figo, pronto a seguire il nuovo verbo.

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