LARIONOV MICHAIL FËDOROVIC

LARIONOV MICHAIL FËDOROVIC

Uno dei più grandi artisti russi della storia è senza dubbio Larionov Michail Fëdorovic. Pittore, incisore, critico d’arte e scenografo che scelse la Francia come casa e cambiò la filosofia del colore dell’Europa dell’est.

di Pasquale Di Matteo

Larionov Michail Fëdorovic nasce a Tiraspol, nell’attuale Ucraina, nel 1881.

Pittore, incisore, critico d’arte e scenografo russo. Si forma alla scuola di Pittura, Scultura e Architettura di Mosca, dove è allievo di Valentin Serov e dove incontra Nathalia Goncharova, che diventerà sua compagna e moglie.

Nel 1906 è invitato da Diaghilev ad esporre con l’Unione degli Artisti Russi presso il Salon d’Automne a Parigi. Da quel momento, la Francia assumerà un ruolo importante nella vita dell’artista, che verrà naturalizzato cittadino francese. L’ascesa di Larionov comincia quando incontra Nikolai Riabushinskii, editore di Zolotoe Runo (Il Vello d’Oro), un mecenate che diventerà suo sponsor.

Inizia così anche il cammino che porterà Larionov ad avvicinarsi al post-impressionismo.

I primi anni del Novecento lo vedono protagonista attivo del neo-primitivismo e, dal 1912, elabora la corrente artistica del raggismo.

Il neo-primitivismo è uno stile grafico che propone forme geometriche semplificate, distorte, spigolose, accese da colori violenti. Le opere sono ispirate alla tradizione popolare russa, ma realizzate incorporando tecniche e composizioni colte, tratte dalla pittura delle icone.

Il raggismo è il motore evolutivo della pittura astratta in Russia. Nel raggismo, gli oggetti si determinano dalla luce, dagli incroci dei raggi luminosi da essi riflessi. Sono proprio raggi e macchie frastagliate di colore a caratterizzare le opere riconducibili a questo movimento pittorico. Come il cubismo, anche il raggismo decompone gli oggetti della realtà. Lo stile si caratterizza anche per il dinamismo del colore.

Nel 1913, Larionov è tra i firmatari de Il Manifesto del Raggismo.

Nei primi anni ’20 espone all’Internazionale d’Arte Moderna a Ginevra e, successivamente, a New York e Tokyo.

Nel 1950, fu colpito da un ictus e non poté più dedicarsi alla pittura, alla letteratura e ai costumi dei suoi balletti. L’ultimo periodo della sua vita fu caratterizzato da gravi problemi economici che spinsero la sua famiglia all’indigenza.

Larionov Michail Fëdorovic muore in Francia, nel 1964.

Larionov Michail Fëdorovic  Venere sul Boulevard

Larionov Michail Fëdorovic Venere sul Boulevard

Quest’opera di Michail Fëdorovič Larionov, del 1912/1913 è già una dimostrazione evidente della filosofia raggista del grande pittore russo.

Egli, infatti, influenzato dal Manifesto futurista di Marinetti e dal Futurismo italiano, fu uno dei maestri russi che diedero vita al Raggismo.

Nell’opera, le cromie dell’autore russo formano segmenti di luce che scompongono il corpo di una prostituta, cogliendola nell’atto riconducibile a una danza, con le cosce scoperte e un seno nudo, nella caratteristica composizione prismatica che conferisce all’opera il senso del movimento.

Le sfaccettature del prisma, attraverso le “ripetizioni” delle sezioni, creano forme interspaziali disposte su un punto focale di raggi diffusi, con le quali Larionov costruisce la figura di una prostituta, il cui volto risente anche dell’influenza cubista, dimostrando anche l’attenzione per i soggetti deboli della società.

Le sezioni sovrapposte, le striature che percorrono tutta l’opera, si ripetono, dando la sensazione del movimento e della velocità.

I colori vivaci contribuiscono a muovere la figura e a farla risaltare rispetto allo sfondo più scuro, dove, su un muro, sono dipinte delle lettere, omaggio all’arte di strada della sua epoca, di cui Larionov era un attento estimatore.

Michail Fëdorovič Larionov è stato senza dubbio un indiscusso maestro dell’avanguardia russa e una delle voci più attente e suggestive del Novecento. Purtroppo, poco conosciuto da chi si ferma alle mode dei vincoli creati dalla didattica.

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