IL PAESE SCIVOLATO NELL’IDIOZIA. TRA CHI COMANDA E CHI TIFA.

Il Paese scivolato nell’idiozia. Tra chi comanda e chi tifa.

In una Democrazia, la libertà di pensiero è sacra, inviolabile. A patto che non si neghi l’evidenza, altrimenti si scivola inesorabilmente nell’idiozia.

di Pasquale Di Matteo

Ormai, l’idiozia è pandemica. Una deriva culturale che annienta logica e pensiero.

In due episodi in cui mi sono imbattuto quest’oggi c’è la sintesi dell’Italia di oggi. Una nazione allo sbando, governata da incapaci che fanno ampio proselitismo tra le masse degli Italiani medi, con bassa cultura e scarsa capacità di analisi.

Episodio uno.

Municipio di Crema (CR). Ore 9.30.

“Dovrei rinnovare la tessera elettorale.”

“Non si può. Solo su appuntamento.”

“Sta scherzando?”

“No. Disposizioni anti Covid. Però se viene domani, sabato o domenica, può accedere senza.”

“Cioè, mi faccia capire: domani senza appuntamento e oggi mi serve? Perché?”

“Sì. Per il Covid.”

“Ah… Quindi, domani lo debellano?”

“Mmh… Non so… Queste sono le disposizioni che ho avuto.”

“Menonale che non le hanno detto di gettarsi dal sesto piano, altrimenti domani farebbero il suo funerale. Buona giornata.”

Per accertarmi che la tizia non mi abbia raccontato delle castronerie, cosa che mi auguravo, ho telefonato all’ufficio comunale per i rapporti con il pubblico. Ho chiesto notizie in merito al duplicato della tessera elettorale e una gentile signora mi ha confermato che fino a oggi si poteva accedere solo su appuntamento. Domani, sabato e domenica senza.

Perciò non è una barzelletta. È la triste realtà.

Episodio due

In cassa all’Ipercoop. Faccio un passo oltre la linea gialla.

“Signore, devo farla indietreggiare.”

Rido sonoramente. Un uomo in fila nella cassa accanto ride a sua volta. Entrambi siamo sulla linea gialla. Leva gli occhi al cielo in chiave inequivocabile.

Quando tocca a me, la cassiera mi chiede: “Perché ha riso? Vuole dirmi qualcosa?”

“Beh, a occhio e croce, la linea gialla dista due metri dalla sua postazione. Mi fa ridere che due clienti in attesa per le due casse vicine siano a non più di trenta centimetri.”

“Sono disposizioni, signore.”

“Perciò, è sicuro stare a trenta centimetri? E se sì, perché devo stare a due metri da lei, quando per raccogliere i prodotti e pagare vengo a mezzo metro?”

“Perché c’è il virus. Queste sono le disposizioni e se lei vuole morire, liberissimo di farlo. Io non voglio.”

“Ma io non voglio morire nemmeno di polmonite, per cui muoiono in media 41 Italiani al giorno, circa 15mila l’anno, e nemmeno per influenza e sue complicazioni, che causano 10mila morti l’anno. Ma gli anni scorsi non ho mai visto linee gialle. E poi, mi sta dicendo che i clienti lasciati a trenta centimetri possono morire e lei no? Oppure che a trenta centimetri si è sicuri? In tal caso, perché devo stare a due metri da lei?”

“Le sue opinioni non mi interessano signore. Faccia reclamo.”

“Non sono opinioni. Sono domande su dati di fatto e misure matematiche. Ma non si scomodi. Comprendo che per lei sia difficile capire. Buona vita.”

(Dalla foto si nota la vicinanza delle due casse e la distanza della linea gialla).

Da questi episodi, si evince come l’imbecillità abbia preso il sopravvento sulla ragione. E in un Paese in cui non trovi mai coda in libreria non stupisce che la propaganda abbia raggiunto lo scopo.

Altrimenti, quale motivo ci sarebbe per fornire ogni giorno numeri sparati a caso, senza alcuna validità statistica, per tamponi che danno fino all’80% di falsi positivi?

Ma c’è un terzo episodio che dimostra quanto sia elevata l’idiozia.

Fino a pochi giorni, sulla metropolitana di Milano era obbligatorio sedersi a posti alterni. Ora si possono occupare tutti. Ma ciò è strano, perché la propaganda parla di contagi in aumento.

Perché avviene ciò? Ci si è accorti che il virus non uccide neppure un 84enne debilitato come Berlusconi? Oppure si son fatti quattro conti e hanno scoperto che mettere in campo più mezzi e più macchinisti e autisti costava uno sproposito?

“C’è ancora in giro il virus e io non voglio morire.”, disse la cassiera dall’alto della sua analisi della realtà.

Ma dove sono i morti?

“Ci sarà un’ecatombe. I negazionisti sono irresponsabili.”, dicevano i veri negazionisti dell’evidenza. Ma, a distanza di settimane, quelli che sono scesi nelle piazze hanno dimostrato contro ogni ragionevole dubbio che il Covid non è letale.

In agosto, ci sono state manifestazioni oceaniche a Berlino, a Londra, a Parigi, a Roma.

“Moriranno a migliaia. Irresponsabili!”, tuonavano i negazionisti dell’evidenza.

Ma i fatti dicono altro. Di Covid non si muore.

Nessun morto nelle capitali europee. Così come nessuno dei partecipanti alla festa nella masseria di Bruno Vespa, senza mascherine, né distanziamento.

Non ci sono state ecatombi per i Navigli, per gli assembramenti di Margellina, per i tifosi del Napoli dopo la vittoria della Coppa Italia.

Nessun morto per le imponenti masse portate in piazza dal generale Pappalardo. Nessuno tra le folle immense per Matteo Salvini.

Ogni giorno si conteggiano meno di 20 morti di presunti Covid. Decessi per altre patologie conteggiati nella propaganda del terrore per un tampone eseguito magari lo scorso marzo. Tamponi che danno percentuali fino all’80% di falsi positivi. Che non offrono alcuna certezza di rilevare il Covid anziché altri coronavirus.

Ma a essere dichiarati morti per Covid sono anche i pazienti in attesa di esito del tampone o tutti i casi sospetti, pur senza tampone. La scheda di decesso prevede, infatti, di indicare MORTE INDETERMINATA (SALMA DA CONSIDERARSI COVID).

Così come tra marzo e aprile, quando si conteggiavano oltre duemila morti al giorno. Peccato che venissero conteggiate tutte le morti giornaliere e che in Italia muoiano in media 1780 persone al giorno (fonte ISTAT). Con picchi fino a 3000 nei periodi di influenze e polmoniti.

Ma i veri negazionisti, quelli che negano l’evidenza di un’influenza trasformata nella peste, continuano a credere l’incredibile versione ottriata da media e potere.

“Ci saranno morti per l’irresponsabilità di chi fa assembramenti”

Gli assembramenti ci sono e ci sono stati. Nessuno è morto.

L’unica cosa che resta di questa finta pandemia è la quantità abnorme di cerebrolesi svelati dalla situazione.

Questo sì un dato davvero preoccupante.

Ecco: non tacete. Quando notate le incongruenze di questa situazione anti democratica, ma parlate. Ridicolizzate gli imbecilli. Diffondete ovunque l’idiozia.

Facciamoli vergognare.

Gli ipocondriaci e gli idioti non meritano altro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...