ABBIAMO BISOGNO DI ARTE E DI CULTURA

ABBIAMO BISOGNO DI ARTE E DI CULTURA

COSA C’ENTRANO LUIGI DI MAIO E LAURA CASTELLI CON L’ARTE E LA CULTURA? COSA C’ENTRANO CON L’ITALIA, LA SUA STORIA, LE SUE TRADIZIONI?

di Pasquale Di Matteo

“Autostrade sarà in Borsa, ma fuori dalle logiche di Mercato”.

Lo ha detto Luigi Di Maio.

“Se i ristoratori non hanno più clienti, cambino mestiere.”

Lo ha detto Laura Castelli.

Finché le castronerie di cui sopra le vedi scritte sui social dagli ex clienti del bar dello sport, al limite sorridi e passi oltre. Quando, invece, le afferma chi deve scegliere per te, chi sposta gli equilibri della nazione in cui vivi, ti preoccupi. Soprattutto quando la nazione è l’Italia, culla della cultura mondiale. Il Paese che detiene oltre il 70% del patrimonio culturale del mondo intero.

Ormai, arrivano a decidere l’aumento del prezzo del diesel alle pompe in base a un sondaggio commissionato 327 Italiani. Presi a caso sul web. Cosa che non stupisce, visto che si tratta degli stessi che hanno un tale rispetto della democrazia da voler cancellare metà Parlamento.

Eppure, un governo così non scandalizza. In Italia si studia poco e si legge ancora meno. E anche chi studia, per la maggiore si adopera in indirizzi professionalizzanti, come l’informatica e l’ingegneria che non aprono la mente a uno spessore culturale importante, con materie fondamentali come la Storia e la Filosofia.

E l’assenza di Storia e di Filosofia si evidenziano in tutta la drammaticità del presente attraverso scelte inopportune e dichiarazioni imbarazzanti, che dimostrano come non si sappia neppure di cosa si stia parlando.

È triste vedere che alla guida del Paese ci sia gente inadeguata. Perché non siamo un Paese qualunque, ma l’Italia. Un Paese allo sbando finanziario e alla deriva per il caos Scuola.

L’Impero romano, il Rinascimento italiano, Leonardo da Vinci, Raffaello, Quasimodo, Pirandello, Manzoni…

Noi dovremmo esprimere il meglio della cultura mondiale. Dovremmo guidare il mondo, non essere sbeffeggiati in Europa, da Germania e Olanda, che giocano al poliziotto buono e al poliziotto cattivo, senza accorgercene.

Chi guida il Paese, dopo avere disintegrato l’Economia con misure psicotiche per affrontare l’emergenza sanitaria (misure uniche al mondo), non avendo altre competenze se non quelle di insultare le minoranze, trova tempo e modo di sparare a zero anche nei confronti di chi denuncia la situazione drammatica causata dall’azione di governo schizofrenica e tremendamente sbagliata.

Noi dovremmo esprimere il massimo della Filosofia. Dovremmo fare nostri i principi della Gestalt, per cui l’unità è qualcosa di molto più forte della somma delle parti.

Dovremmo usare l’inventiva e la creatività come motore di sviluppo, aiutando i talenti a essere pionieri.

Invece no. Siamo guidati da scappati di casa la cui unica esperienza è stata vendere biglietti agli stadi.

In un frangente come questo, in cui l’ignoranza prevale in maniera imbarazzante sulla cultura, in cui chi meno sa appare più affascinante, perché può contare sulla massa e non sulle nicchie, ecco che gli artisti hanno il compito di raccontare quanto accade.

Lo svilimento culturale in atto non deve passare sotto traccia, ma essere evidenziato. L’arte ha la possibilità di creare una memoria, una coscienza collettiva, come già furono capaci i Dadaisti e gli Espressionisti tedeschi. Loro combatterono contro il pensiero unico nazista. Oggi il pensiero unico dell’ipocondria, della logica perversa del profitto dei vaccini e delle pandemie inventate, trasformando i numeri a tre cifre in qualcosa di apocalittico. Per alimentare il terrore e la voglia di vaccinarsi.

La società è senza guida. Una società sempre più povera a livello culturale, priva degli strumenti per comprendere. Non a caso, capita di vedere gente che allega link di articoli che pensano a favore di una tesi diversa dalla tua, ma poi ti accorgi che non hanno neppure capito che affermasse l’esatto contrario.

E i tanti 100 e lode alla Maturità di quest’anno?

Premiare in maniera palesemente incondizionata gli studenti, usando non maniche larghe, ma spogliandosi del tutto, non fa bene alle persone. Al contrario le si gonfia di qualità che in realtà non hanno. E, prima o poi, dovranno scontrarsi con la realtà. Quando ci sarà bisogno di fare e non sapranno da dove cominciare, si sentiranno dei frustrati e si convinceranno che il mondo sia un posto ingiusto, in cui nessuno comprende la loro genialità.

E non troveranno di meglio da fare se non sfogare la frustrazione in commenti al vetriolo sotto ai post su Facebook di chi fa. E fa anche cose molto importanti.

Oggi, per esempio, ho trovato questo commento, sotto a un mio post: “Lei è dannoso per la società. Addio.”

Come se avessi annunciato potenze di fuoco inesistenti, causato la chiusura di migliaia di attività e dato il via alla più grave crisi economica che l’Italia abbia mai conosciuto. Come un Conte qualunque.

Il primo pensiero, dopo una sonora risata, è stato pensare al suicidio. Non mio, ovviamente, ma del povero autore di questo commento da osteria. Mi son detto: “Vuoi vedere che il tizio ha visto A Star is Born, ieri sera in televisione, e vuole emulare il gesto del rockman alcolizzato, perciò tiene a salutarmi un’ultima volta?”

Poi ho pensato che non sono Lady Gaga e che quando uno scrive un commento simile, al più può avere il coraggio per sgridare un paio di bimbi che sbraitano al parchetto.

Però lo ringrazio. Sono felice del commento. Anche se “dannoso” è riduttivo. Per questa società anti democratica, dispotica e fortemente iniqua, in cui ha successo chi nega l’evidenza e chi il mercoledì sostiene il contrario di quanto affermato il martedì sera, aspiro a qualcosa di più. Voglio essere un bastardo, un assassino, un folle per questa società. Un killer seriale dell”ignoranza e dei tifosi del dispotismo. Non la voglio questa società. La detesto. Vorrei cancellarla e riscriverla completamente.

Perciò, mi auguro di diventare molto più che “dannoso”. Nel più breve tempo possibile.

Semmai, potrei offendermi nell’essere considerato amico di chi è complice di questa società.

L’Italia ha bisogno di creatività, di coraggio, di isolare catastrofisti e chi vive nella paura. Il Paese non può stare fermo e aspettare di morire di miseria. Deve rimettersi a correre!

Oggi più che mai, nel giorno dell’anniversario della morte di Paolo Borsellino. Un uomo che andò avanti sapendo che sarebbe stato ucciso. Contro i colleghi che lo sbeffeggiavano. Contro le istituzioni che gli intimavano di fermarsi.

Abbiamo bisogno di gente che riporti gli Italiani nei ristoranti, nei teatri, nelle gallerie d’arte, ai concerti. Non che inviti i ristoratori a cambiare mestiere.

Abbiamo bisogno di politici che mantengano la parola data, non alleandosi con il partito a cui giurarono morte certa, solo per tenersi stretta una poltrona.

Abbiamo bisogno di gente che sappia almeno come funzionano Borsa e Mercati, per evitare dichiarazioni che fanno solo male alla nazione a livello internazionale.

Abbiamo bisogno di frasi di spessore, di colori, di messaggi espressi in un romanzo o sulle tele, sul palco di uno stadio e a teatro.

Abbiamo bisogno di chi sappia riaprire la scuola, di chi comprenda che senza scuola non c’è futuro.

Abbiamo bisogno di cultura come l’aria.

E di arte più di tutto.

Questo è il momento in cui molti artisti scriveranno pagine importanti della Storia dell’Arte che si studierà il prossimo secolo.

Ammesso che non prevalgano del tutto gli ignoranti e cancellino la cultura dalla scuola, trasformandola da luogo del sapere a indottrinamento professionalizzante, per fare dei giovani ottimi robot, abili con le mani, ma privi di cervello.

Perché le cose che più fanno male all’ignoranza sono il pensiero e tutte le espressioni della cultura.

Artisti? Non dovete permetterlo!

Perciò, cosa c’entrano Luigi Di Maio e Laura Castelli con l’arte e la cultura? Cosa c’entrano con l’Italia, la sua storia, le sue tradizioni?

Nulla. Purtroppo, sembrano proprio non perdere occasione che non c’entrino nulla.

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