POSITIVI? I DATI SONO FALSI

POSITIVI? I DATI SONO FALSI

Ogni giorno, ci viene dato l’aggiornamento del presunto andamento del Covid in Italia e nel mondo. L’analisi dei dati viene effettuata tenendo conto degli esiti dei tamponi. Peccato che producano una quantità abnorme di falsi positivi.

di Pasquale Di Matteo

Che i tamponi fossero farlocchi, lo aveva già miseramente dimostrato la Tanzania. Provando il tampone su frutti e animali, erano risultati casi di positività al Covid.

Casi analoghi sono stati denunciati in varie parti del mondo, ma i media ne hanno parlato sottovoce, per no disturbare la propaganda della paura.

Eppure, fa scalpore sapere che in Svezia siano state dichiarate positive ben 3700 persone che non lo erano.

A riportare la notizia è stata Reuters, secondo cui i kit, realizzati in Cina, producono falsi positivi. I tamponi sono stati testati in ​​due laboratori diversi ed entrambi sono giunti allo stesso responso: i tamponi producono un’altissima percentuale di falsi positivi.

Gli stessi Kit sono stati inviati in tutto il mondo, tra cui l’Italia.

L’Agenzia di sanità pubblica svedese ha dichiarato che Il kit di BGI Genomics non è in grado di distinguere tra livelli molto bassi di virus e un risultato negativo.

“Il fornitore deve regolare le prestazioni richieste per l’utilizzo di questo test”, ha affermato Karin Tegmark Wisell, capo del dipartimento di microbiologia.

Inoltre, è stato accertato che la BGI Genomics è sulla lista nera economica degli Stati Uniti a causa delle implicazioni delle violazioni dei diritti umani in Cina.

La falsificazione dei dati, dovuta al disastro dei tamponi, smonta anche la tesi di quanti deridevano la Svezia, che resta un Paese con basse percentuali di positività al Covid, dimostrando che il virus non è affatto come la propaganda italica vorrebbe far credere. La Svezia, infatti, resta uno dei pochi Paesi che non ha scelto la via del lockdown, ma non ha alcun problema nella gestione di questa strana pandemia.

Come il Giappone, d’altronde, dove non si è mai chiuso il Paese. Lì contano meno di 2000 morti, a fronte di una popolazione più anziana di quella italiana e numericamente doppia rispetto alla nostra, con una densità demografica maggiore.

Infine, oltre all’alta probabilità di generare falsi positivi, va ricordato che non esistono tamponi per il Covid-19, ma solo per i coronavirus. Non è dato escludere al 100% che un’eventuale positività non sia dovuta ad altri coronavirus. E nemmeno si può stabilire se il contatto con il virus sia avvenuto il giorno prima o mesi fa.

Inoltre, non esistono tamponi che possano affermare con certezza con quale coronavirus sia venuto in contatto il presunto positivo. Perciò, il malcapitato, quand’anche la positività fosse reale e non falsa, sarebbe positivo a uno tra: Hcov-229 E; Hcov-OC43; Hcov-NL63; Hcov-HKU1; Sars-Cov; Mers-Cov; Sars-Cov-2. (I primi quattro provocano il raffreddore).

E la comunicazione? Che senso ha fornire ogni giorno il numero di positivi se non vengono effettuati gli stessi tamponi? Ciò non ha alcun valore statistico. Bisognerebbe dare la percentuale dei presunti positivi sui tamponi effettuati. Ma ci si renderebbe conto del fatto che ha superato in sporadici casi il 2% e che stiamo alimentando la paura sul nulla.

E ogni giorno si parla di aggiunta di nuovi positivi, ma ci si dimentica di sottrarre i guariti, che da agosto sono in media 1.000 ogni 24 ore.

Ma ci sono i morti. 13, 20, 24… Già, di una malattia che ha soppiantato tutte le altre. Quasi 700 al giorno per infarto. 500 per cancro. 41 per polmoniti. 33 per influenza e sue complicazioni. Per un totale giornaliero di 1780 morti. (Fonte ISTAT).

Ma sono un milione i morti nel mondo. E ci si dimentica che, al 30 settembre, nel mondo i decessi sono prossimi ai 45 milioni totali, da gennaio.
6.150.000 di cancro, 3.743.000 decessi causati dal fumo, 1.872.000 dall’alcol. 1 milione di morti in incidenti stradali.
Altri per malattie degenerative, polmoniti e virus vari.
I morti per malattie infettive sono 9.720.000, di cui solo un milione con tampone positivo a uno dei coronavirus.
(Fonte worldmeter)
Numeri sbalorditivi, ma di cui a nessuno interessa niente, finché non riecheggiano in televisione.
Soltanto un quarantacinquesimo dei morti nel mondo è CON covid e non PER. (Senza autopsie è impossibile non imputare la causa dei decessi ad altra patologia, vista l’altissima percentuale di asintomatici e di guariti, nonché l’impossibilità per i tamponi di stabilire a quale coronavirus si risulti positivi.)

E qualcuno ci crede. Come la giovane insegnante che si è tolta la vita, terrorizzata dal Covid, qualche giorno fa.

È morta. Senza la propaganda sarebbe ancora viva. Ricordiamocelo.

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