COVID-19: LA PANDEMIA DEI NUMERI

COVID-19: LA PANDEMIA DEI NUMERI

Covid-19. Tra miti, leggende, numeri sparati a caso ogni giorno, senza alcuna validazione scientifica, prosegue la pandemia della paura e della crisi economica. L’influenza acuta, trasformata nella peste dai media e dalle scelte governative, distrae le masse dai veri problemi.

di Pasquale Di Matteo

Provate a immaginare se si dovessero fare i tamponi soltanto a chi ha sintomi. Cioè a un centinaio di persone al giorno…

I numeri si manifesterebbero per ciò che sono nella realtà. Non ci sarebbero più orde di ipocondriaci con la mascherina all’aria aperta o da soli in auto, né tifosi del governo pronti a dire che moriremo tutti.

Allora, dovremmo parlare del disastro economico e del caos Scuola.

Perciò, non è difficile comprendere perché la narrazione della pandemia più fake della storia debba continuare. Quella di un virus che infetta se ti assembri e balli, ma non se stai fermo. Quella che infetta sui trasporti, ma solo se si riempiono al 100%. All’80, no.

Quel virus a cui vanno indigesti i leghisti, quelli di Pappalardo, i settentrionali scappati al Sud, i ragazzi della movida sui Navigli e quelli a Margellina, perché a nessuno è successo nulla. Ed erano centinaia di migliaia. Lo stesso virus che tiferà per il Napoli, visto che nemmeno i suoi tifosi ammucchiati a festeggiare la Coppa Italia si sono ammalati.

E cosa dire dei negazionisti? Il virus non infetta neppure quelli. A Parigi, a Londra, a Berlino, nelle piazze italiane.

E deve avere una simpatia per i personaggi noti, che si fanno l’influenza, qual è la Covid, poi tornano sani. SANI! Johnson, Bolsonaro, Zingaretti, Porro, Briatore…

Ma se facessero i tamponi solo a chi ha sintomi, si scoprirebbe l’inganno. E allora, non ci sarebbe più quella che in Psicologia si chiama DISTRAZIONE. Dovremmo parlare dell’attacco alla Costituzione se vincessero i SI. Del disastro economico, certificato da Fitch, purtroppo. E del caos nei trasporti e nella Scuola.

Perciò non è difficile capire perché si vuole propagandare la paura a ogni costo.

Ma qualcuno si indigna.

“Lei la deve piantare. Voi negazionisti non capite niente di medicina. Parlate di ciò che conoscete, che è meglio!”

“Ma chi sono questi negazionisti?

Giuseppe Remuzzi è il miglior virologo italiano nelle classifiche scientifiche internazionali. Giulio Tarro è stato allievo di Sabin e candidato al Nobel. Matteo Bassetti è Direttore Malattie Infettive al S.Martino di Genova. Alberto Zangrillo è uno stimato ricercatore scientifico, nonché primario di anestesia e rianimazione al S.Raffaele. Massimo Clementi è Professore di Virologia e Microbiologia all’Università S.Raffaele. Maria Rita Gismondo è Direttrice del laboratorio di Microbiologia del Sacco di Milano. Massimo Ciccozzi è Professore epidemiologo dell’Università Campus Bio-Medico Roma. Luc Montagnier è scopritore dell’HIV.

Io non ho le competenze per definirli negazionisti.

Per umiltà, cultura e buonsenso, li definirei scienziati. E anche di caratura internazionale…

Sarebbe il caso di piantarla? Sì, lo è. Basta amplificare le scemenze di chi fa becera politica sfruttando la paura della gente. Non hanno rispetto nemmeno per le famiglie degli assassinati dalle intubazioni errate, né per i morti spacciati di Covid solo per decreto, benché morti di altro.

E poi: cosa significa essere negazionista?

Negazionista è chi nega l’evidenza.

E cosa dice l’evidenza?

Che non esiste alcun virus letale. Non esiste alcun assembramento che abbia causato malati e morti. Non lo hanno fatto i Navigli a Milano, né Margellina a Napoli. E nemmeno i settantamila scappati al sud prima del lockdown.

Nessun morto per le manifestazioni oceaniche e senza mascherina di Salvini e Pappalardo. Nessun morto per le migliaia in piazza Plebiscito a Napoli, dopo la vittoria della Coppa Italia.

Nessun morto o malato per l’assembramento senza mascherina né distanziamento alla masseria di Bruno Vespa, in luglio.

Nessuna ecatombe per le manifestazioni di Londra, Parigi e Berlino.

Non ci sono morti per le strade di Roma, dove si tengono feste ogni sera, senza mascherina e con assenza totale del distanziamento.

Niente di niente. Nessun personaggio noto che abbia contratto l’influenza Covid è morto. Zingaretti, Porro, Johnson, Bolsonaro, Briatore… Li menzioniamo di nuovo.

Sono morti in 35000 di varie patologie e perché erroneamente intubati. Conteggiati come Covid per decreto, come dimostrato da decine di medici ospedalieri, che hanno divulgato le schede in cui si compila MORTE INDETERMINATA, (salma da considerarsi positiva). E lo hanno dimostrato i familiari delle vittime, che ancora aspettano di sapere come e perché siano state uccise tante persone.

“E Berlusconi?”

Ha quasi 84 anni. Anche un raffreddore potrebbe essergli fatale, visto che ha superato la soglia dell’aspettativa di vita da qualche anno.

Ma i numeri sono allarmanti?

Non è vero. Non c’è alcuna validità statistica se ogni giorno cambio il numero dei tamponi.

L’unico modo per fornire dati obiettivi, e non strumentali, sarebbe indicare solo la percentuale dei positivi sul numero dei tamponi. A quel punto, che se ne facciano 1000 o un milione, il dato avrebbe sempre un valore statistico reale.

Ma scopriremmo che da maggio a oggi si è ben al di sotto del 3% sui tamponi effettuati. (In pochissimi casi si è superato l’1,5. Per ora, soltanto una volta il 2%.)

E ciò non farebbe comodo alla propaganda della paura.

Provate a immaginare se per le altre malattie infettive dovessimo conteggiare i morti giornalieri… La polmonite non ha mai preoccupato nessuno, né è stata causa di chiusure varie. Eppure di polmonite muoiono in media 41 persone al giorno. Non 4, 5, o 1. (Fonte ISTAT). Eh… Sì: la polmonite è contagiosa!

Nel 2019, in Italia sono morte 647.000 persone. (Fonte ISTAT).

Sempre l’ISTAT dice che nel 2017, 53.372 Italiani hanno perso la vita a causa di malattie a carico del sistema respiratorio: 13.516 polmoniti, 663 per influenza e 10.000 a causa di complicazioni dovute al virus influenzale. Gli altri per patologie diverse.

Ma dei 650.000 decessi, ben 14.000 sono morti per altre malattie infettive, dovuti a virus e a parassiti vari. (ISTAT).

Perciò, nel 2017, sono morte di malattie infettive ben 38mila Italiani. (ISTAT). (Morti di malattia e non per errati approcci sanitari, come accaduto ai 35000 di marzo e aprile, per cui le famiglie delle vittime attendono ancora di sapere perché!)

E cosa cambia se 38000 Italiani sono morti per altri virus o parassiti?

Che per le altre malattie non si alimenta la paura. C’è il rischio di infettarsi, esiste il pericolo di morire, ma a nessuno è mai interessato degli anziani o dei soggetti deboli a cui poteva trasmettere un raffreddore potenzialmente mortale.

Sì, ma da settembre aumentano le persone in ospedale…

Certamente, come ogni anno. Da settembre in poi, proliferano coronavirus e parassiti vari. I ricoveri aumentano e si registrano picchi di decessi. Dalla media di 1780 morti al giorno (fonte ISTAT), si arriva a cifre che sfiorano i 3000.

Sappiamo che i tamponi generano falsi positivi e non certificano il Covid, ma un coronavirus. Perciò, sapendo che tra l’autunno e l’inverno oltre cinque milioni di Italiani entrano in contatto con il coronavirus che genera l’influenza, è logico attendersi un aumento vertiginoso dei positivi classificati come Covid.

Intanto, scopriamo che in tutto il Nord, dal 6 maggio al 31 luglio si sono registrati molte meno morti degli anni precedenti. – 4%.

Secondo gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, ciò è dovuto al fatto che l’influenza acuta Covid abbia aggravato a marzo le condizioni di soggetti deboli, che sarebbero spirati nei mesi successivi.

Graziano Onder dell’ISS, afferma: “Il Coronavirus ha compiuto una selezione di persone che si sarebbero spente a breve… Il coronavirus non miete più vittime”.

Lo studio CONFERMA che al 31 dicembre, potremmo accorgerci che il numero di morti sarà intorno ai 650 mila, come negli ultimi anni.

A essere differenti saranno l’ipocondria e la cecità dimostrate da tanti Italiani, un debito pubblico esagerato, che ci porta dritti alla Troika, una situazione economica disperata, e un modo di vivere più vicino alla dittatura che a una normale democrazia.

La vita è fatta di virus, di parassiti, di incidenti, di fatalità. Se temiamo la malattia e la morte, perdiamo di vista il fantastico cammino che chiamiamo vita. E non siamo più umani. Ma esseri viventi che attendono soltanto l’ora del decesso.

Infine, sembrano risolti i grandi problemi del mondo: la fame, l’inquinamento, il terrorismo.

“Siamo passati dalle tonnellate di rifiuti dl plastica ogni anno, alle tonnellate di mascherine AL GIORNO.

Greta? Muta.

Attivisti green?

In soffitta.

Eh… Quando non si può sfruttare politicamente, un problema si risolve per magia.

D’altronde, nemmeno il morbillo faceva più notizia…”

Perciò, piantatela di negare l’evidenza. Non siate NEGAZIONISTI. A Lodi, a Bergamo, a Milano, in Calabria, o dove accidenti abitiate!

Perché la vostra paura del niente sta uccidendo la nazione e il futuro dei vostri figli. E anche dei nostri.

Anche perché, ogni giorno, muoiono 24mila persone per fame, nel mondo. 7000 bambini. (Fonte OMS).

E non servono sperimentazioni, medicine o vaccini. Basta il cibo.

Ma quei morti non fanno notizia. Perciò, nemmeno paura.

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