IL PALAZZO DEI PIACERI CELESTI

IL PALAZZO DEI PIACERI CELESTI

Il palazzo dei piaceri celesti è un romanzo di Adam Williams, uscito in Italia nel 2004, edito da Longanesi. Un’opera struggente, passionale e crudele, ambientata in una Cina in lotta contro il medioevo, il progresso occidentale e contro i propri demoni.

di Pasquale Di Matteo

Leggendo Il Palazzo dei Piaceri Celesti, si ha subito la sensazione di trovarsi di fronte a un autore che conosce piuttosto bene la Cina.

Le descrizioni minuziose, i dialoghi all’apparenza noiosi, le pause della trama, da un lato appesantiscono la lettura, ma dall’altro rendono l’idea di un mondo diverso. Un’epoca lontana, fatta di tradizioni di difficile comprensione per un Occidentale.

Tuttavia, il romanzo di Adam Williams, edito da Longanesi, è favoloso.

IL PALAZZO DEI PIACERI CELESTI: TRAMA

Cina, 1899-1900. La dinastia al potere vive il declino del proprio tempo. Le potenze occidentali si aprono la strada costruendo nuovi binari per le ferrovie. Ma il progresso è un demone pericoloso per la superstizione che regna nei fantastici paesaggi rurali cinesi.

La Società dei Pugni Armoniosi, società segreta che pratica le arti marziali, si propone di respingere gli stranieri al di là del mare. Scoppia una rivolta, che serpeggia nelle campagne e nei palazzi del potere.

Gli stranieri a contatto con il dottor Airton, a Shishan, vivono momenti d’inquietudine per l’evolversi della situazione.

In tale contesto, giunge dall’Inghilterra la giovane Helen Frances, che si legherà a Henry Manners, l’ufficiale dall’oscuro passato che la condurrà al Palazzo dei piaceri celesti. Luogo di incontro e di intrighi, zona franca per i segreti appetiti di uomini comuni e di alti funzionari. Un bordello. Ma anche unico rifugio quando la situazione si farà pericolosa.

La rivolta dei Boxer esploderà in atti sanguinari e, per sfuggire alla mattanza di stranieri, la giovane Helen Frances partirà per un lungo viaggio di speranza, in cui soltanto pochi troveranno la salvezza.

IL PALAZZO DEI PIACERI CELESTI: CRITICA

Nell’intreccio, emergono tradizioni, passioni, sentimenti e tantissima crudeltà.

La vicenda è ambientata in una Cina che esce dal medioevo di fine ottocento e si lascia ammodernare dal progresso portato dagli stranieri. Una parte non ancora civilizzata, dove i contadini e i difensori delle antiche tradizioni vedono il progresso come l’aggressione di un nemico.

L’autore introduce la giovane Helen Frances. Il suo mondo di adolescente, gli occhi ingenui e i modi di un altro pianeta si scontrano con la realtà di un Paese ostile nei confronti degli stranieri e con una crudeltà ch’ella non ha ancora conosciuto.

La ragazza è promessa in sposa a Tom, un uomo che la segue anche in Cina, ma dall’incontro con l’ufficiale Henry Manners, Helen avverte per la prima volta il fuoco della passione e vive sensazioni fino ad allora sconosciute. Scopre l’oppio e rimane incinta.

Dalle sue scelte, cambiano dinamiche e si creano successivi intrecci.

Tutto ruota intorno al Palazzo dei Piaceri Celesti, un luogo di perdizione, dove donne e bambini sono obbligati a essere compiacenti nel soddisfare i desideri degli Occidentali. Per ironia della sorte, diventa l’unico rifugio per scampare alla morte.

Adam Williams esplora il dualismo della vita umana, sospesa tra vita e morte, tra il bene e il male. Dove ciò che sembra male può essere la salvezza, mentre il bene uccidere.

Le contraddizioni di culture differenti, nonché la difficoltà di relazioni, in un mondo chiuso, fatto di dolore e sacrificio, accendono la rabbia di chi difende le tradizioni, fino a sfociare nella crudeltà più meschina e brutale.

L’istinto primordiale prevale sulla razionalità umana.

Storicamente, la ribellione dei Boxer esplode nel maggio del 1900 e si placa soltanto nell’agosto dello stesso anno. Uno scontro tra il feudalesimo della Cina rurale, legata alle tradizioni, alle superstizioni e alle strumentalizzazioni xenofobe, e il progresso portato dagli Occidentali.

Williams esalta lo scontro, mettendo in luce le contraddizioni e l’ortodossia e la chiusura mentale di entrambe le parti. L’identità comunitaria cinese contro l’individualismo occidentale.

Struggente e passionale, Il Palazzo dei Piaceri Celesti è un libro che vale la pena leggere, soprattutto se amate le filosofie orientali.

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